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Tutti insieme, appassionatamente: il mio ecosistema di scrittura

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Abstract Esiste un dogma nel mondo della produttività digitale che ci spinge a cercare l'"app perfetta", l'unico software capace di fare tutto. Ma perché limitarsi, quando il formato testo ci regala il dono dell'interscambiabilità totale? Personalmente, non riesco a scegliere. Mi piace provarli tutti, metterli a confronto e, soprattutto, farli lavorare insieme. Vim come il latino: una lingua universale Come ho già accennato parlando di Vim... oltre Vim , imparare questo editor non significa solo usare un software, ma acquisire una grammatica. Vim è come il latino : una lingua madre che, una volta padroneggiata, ti permette di sentirti a casa in quasi ogni altro editor moderno. Le scorciatoie di Vim sono ovunque; sono il "passpartout" che rende fluida la transizione tra strumenti diversi. Non è un caso che il nome stesso affondi le radici in una sorta di energia ancestrale, come ho esplorato in Vim Vis Vi : una forza che attraversa la storia del computin...

Vis-à-vis con la storia: Da vi a gVim, l’evoluzione e la "forza" dell'editing

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Premessa Nel mondo dell’informatica, pochi strumenti hanno resistito al tempo come la stirpe di editor iniziata con vi .  Nato negli anni '70 per i sistemi UNIX, questo software non era solo un programma, ma una vera e propria filosofia di interazione con il codice.  Oggi, la sua eredità vive in versioni potenziate come Vim e la sua controparte grafica gVim . Un nome, un destino: Il richiamo al Latino È curioso e affascinante notare come il nome Vim non sia solo l'acronimo di "Vi IMproved" . In latino , vim è l'accusativo singolare di vis (forza, potenza, vigore). Questo parallelismo linguistico non è passato inosservato agli utenti più colti: utilizzare Vim significa letteralmente infondere "forza" al proprio lavoro.  Il nome stesso sembra suggerire l'energia e l'efficacia che l'editor mette nelle mani di chi impara a dominarlo. Non è solo un software migliorato; è un software potenziato nel senso più classico del termine. Le radici: vi ...

Nano, l'editor minimalista per editing rapido e leggero

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Indice 1. Perché Nano? 2. Incollare da clipboard 3. Spostamento tra le righe 4. Plugin o non plugin? 5. Impostazione come editor principale 6. Perché NO Nano? 1. Perché Nano? Nano è un editor di testo a riga di comando, noto per essere uno dei più semplici e intuitivi disponibili nel mondo GNU/Linux. Si trova nella maggioranza delle distribuzioni Linux ed è uno strumento alla portata di tutti "a prima vista". In fondo alla schermata si trova la descrizione dei comandi più ricorrenti in cui il simbolo ^ rappresenta il tasto Ctrl mentre il simbolo "M" indica in tasto Alt (che una volta era denominato Meta e che viene ancora chiamato così in Emacs). Ad esempio: ^O significa: premere Ctrl + O per salvare il documento corrente. Altro esempio: M-U significa: premere Alt + U per annullare l'ultimo comando. Il tasto Ctrl + Invio consente di attivare i link contenuti all'interno dei documenti aperti in Nano. Ecco il ...

Prolog: tra logica e linguaggio di programmazione

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Indice 1. Premessa 2. Mani sulla tastiera 3. Esempio 4. Il fascino di Prolog 5. Giochiamo con la logica 5.1. Versione Prolog 5.2. Versione Python 6. Osservazioni sui due linguaggi 1. Premessa Nato negli anni '70 per l'elaborazione del linguaggio naturale e l'intelligenza artificiale dell'epoca, il Prolog (abbreviazione di "Programmation en Logique") è un linguaggio di programmazione un po' particolare. La "logica" di Prolog si focalizza sulla definizione di relazioni e fatti, anziché sulle istruzioni sequenziali. Il linguaggio si basa su tre pilastri fondamentali: Fatti: Verità assolute sul mondo che stiamo modellando. Regole: Relazioni condizionali che permettono di inferire nuove informazioni. Interrogazioni (Query): Domande rivolte al sistema per verificare la verità di un'affermazione o trovare soluzioni. In Prolog, non esistono cicli "for" o variabili nel senso tradizionale. 2. Mani ...

Vim... oltre Vim

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Indice 1. Vim in cinque minuti 2. Non un tutorial su Vim 3. Vim in Emacs: Evil Mode, l'emulatore per eccellenza 4. Vim in Sublime Text 5. Vim in Visual Studio Code 6. Vim in Zed: il più giovane 1. Vim in cinque minuti Vim non è un semplice editor di testo, è un linguaggio di editing che permette di dialogare con il testo attraverso combinazioni logiche di tasti. La base del "linguaggio" di Vim è costituito dal sistema "modale". Le modalità principali sono le seguenti: Normal Mode : Il "centro di comando". Ogni tasto è un comando di movimento o modifica. Insert Mode : Dove si scrive effettivamente il testo. Visual Mode : Per selezionare blocchi di testo. Questa separazione elimina la necessità di usare il tasto Ctrl o il mouse per ogni operazione, riducendo l'affaticamento della mano. In Vim, le mani, infatti, non lasciano mai la posizione centrale della tastiera. I movimenti base avvengono con h , j , k , l...

Osservazioni personali su Robocopy, Rsync e Rclone

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Indice 1. Premessa 2. Articolo precedente: breve confronto tra robocopy e rsync 3. Lentezza di rsync con WebDAV 4. Installazione di Rclone su Linux: repository o sito ufficiale? 5. Configurazione di Rclone 1. Premessa Robocopy, Rsync e Rclone sono tre ottimi strumenti per la sincronizzazione. Il primo è un comando nativo di Windows 10 e 11. Il secondo è lo standard de facto per GNU/Linux (e macOS). Il terzo è un vero "coltellino svizzero" multi-piattaforma: gira su Windows, Linux, macOS, FreeBSD e persino su Android/iOS (tramite app terze). Strutturalmente, mentre Robocopy e Rsync nascono per dischi locali o server, Rclone è specializzato nel parlare con i servizi Cloud (Google Drive, Dropbox, S3, OneDrive, NextCloud, ecc.) 2. Articolo precedente: breve confronto tra robocopy e rsync Ho dedicato al confronto tra robocopy e rsync un paragrafo di un mio articolo al quale rimando. Riporto una sintesi del paragrafo. Robocopy (Window...