Tutti insieme, appassionatamente: il mio ecosistema di scrittura



Abstract

Esiste un dogma nel mondo della produttività digitale che ci spinge a cercare l'"app perfetta", l'unico software capace di fare tutto. Ma perché limitarsi, quando il formato testo ci regala il dono dell'interscambiabilità totale?

Personalmente, non riesco a scegliere. Mi piace provarli tutti, metterli a confronto e, soprattutto, farli lavorare insieme.

Vim come il latino: una lingua universale

Come ho già accennato parlando di Vim... oltre Vim, imparare questo editor non significa solo usare un software, ma acquisire una grammatica. Vim è come il latino: una lingua madre che, una volta padroneggiata, ti permette di sentirti a casa in quasi ogni altro editor moderno.

Le scorciatoie di Vim sono ovunque; sono il "passpartout" che rende fluida la transizione tra strumenti diversi. Non è un caso che il nome stesso affondi le radici in una sorta di energia ancestrale, come ho esplorato in Vim Vis Vi: una forza che attraversa la storia del computing, da VI a Neovim.

A ciascuno il suo: la mia catena di montaggio

Invece di forzare un editor a fare ciò per cui non è nato, ho preferito creare un flusso di lavoro dove ognuno brilla nel suo campo specifico:

1. Emacs e Org Mode: L’Architetto

Tutto nasce qui. Uso Emacs per la fase di progettazione. La struttura dell'articolo, la stesura iniziale e l'esportazione finale nei formati HTML e Markdown passano per la potenza di Org Mode. È il centro di comando perfetto per chi ama l'organizzazione gerarchica dei pensieri.

2. Vim: Il Braccio Destro

Quando la scrittura richiede velocità pura, intervengo con Vim. È lo strumento imbattibile per gli inserimenti rapidi, le correzioni al volo e quei micro-editing che richiedono precisione chirurgica senza mai staccare le mani dalla tastiera.

3. Visual Studio Code: Il Revisore

Infine, porto il file in VS Code. Qui sfrutto le estensioni per il controllo ortografico e, soprattutto, per la gestione finale del Markdown. Mi affido a VS Code per la numerazione automatica dei capitoli e per la creazione dell’indice (ToC). A differenza del sommario generato da Org, quello creato qui risulta compatibile con tutti i temi di Hugo, garantendo un risultato web perfetto.


In sintesi: Non è lo strumento a fare lo scrittore, ma è la sinergia tra strumenti diversi a rendere il processo creativo un piacere. Il testo è libero, e noi con lui.



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