LaTeX e PCT: atti giudiziari strutturati e ipertestuali


Strutturare un atto giudiziario: cosa significa?

Strutturare un atto giudiziario significa, semplicemente, dividerlo in sezioni.
La divisione del testo ha l'effetto di renderlo più chiaro e leggibile.
Ai tempi del Processo Civile Telematico occorre prestare particolare attenzione alla leggibilità degli atti su dispositivi digitali, quali monitor di computer, tablet o, addirittura, smartphone.
La strutturazione di un testo può apportare un rilevante beneficio alla leggibilità dell'atto.
Inoltre la possibilità, di cui farò cenno, di trasformare i capitoli in riferimenti incrociati, all'interno del formato PDF, consente di rendere l'atto digitale navigabile come se fosse un sito Internet.
Tutto questo si traduce in un valore aggiunto dell'atto in modalità digitale rispetto alla tradizionale modalità cartacea, a tutto vantaggio del sistema telematico in generale.

Un cenno ai concetti di Forma, Modalità e Struttura

Prima di scendere nei dettagli, è opportuno chiarire alcuni concetti di base.
La Forma degli atti è libera e resta libera, anche dopo l'introduzione degli obblighi connessi al processo civile telematico.
La Modalità è connessa alla natura materiale o immateriale dell'atto. Ad esempio: l'art. 1 dell'art. 44 DL90/2014 conv dalla L. 114/2014 prevede che “(...) gli atti processuali ed i documenti possono essere depositati con modalità telematiche e in tal caso il deposito si perfeziona esclusivamente con tali modalità”.
La Struttura costituisce l'ossatura dell'atto, lo sviluppo logico e argomentativo delle circostanze di fatto e di diritto poste a fondamento della causa.

Le quattro sezioni fondamentali

La sezioni fondamentali di un atto giudiziario civile possono essere sintetizzate nelle quattro seguenti: FRONTESPIZIO, FATTO, DIRITTO, CONCLUSIONI.
Ogni sezione può avere un numero virtualmente infinito di sottosezioni, in ragione della complessità degli argomenti oggetto di causa.
Il sistema deve, poi, essere in grado di generare automaticamente un indice con pagine numerate dalle sezioni e di collocarlo nelle prime pagine dell'atto stesso, per consentire una rapida lettura selettiva del contenuto dell'atto medesimo.
In sintesi: occorre un sistema veloce per suddividere l'atto in sezioni e che crei velocemente e senza alcun intervento manuale un indice degli argomenti collocato nel frontespizio dell'atto.
Tutto questo si può fare anche con i programmi di videoscrittura tradizionali.
Ma con LaTeX è un altro mondo, come vedremo tra poco!

Una possibile struttura di base

Una possibile struttura di base di un atto giudiziario civile, escludendo la parte iniziale, potrebbe essere la seguente:
  1. FATTO
    1. Premesse allo svolgimento dei fatti
    2. Lo svolgimento specifico
    3. Circostanze sopravvenute dopo lo svolgimento del fatto
  2. DIRITTO
    1. Normativa sull'argomento
    2. I parametri specifici applicabili
    3. La posizione della giurisprudenza
      1. La giurisprudenza prevalente
      2. L'orientamento minoritario
  3. CONCLUSIONI
    1. In via preliminare
    2. Nel merito
    3. In via istruttoria
    4. Produzioni documentali
Ovviamente quella sopra delineata non è che una semplice struttura che, nella pratica forense, può essere ampliata con un numero infinito di sezioni e sottosezioni e riferimenti incrociati vari.

La straordinaria efficacia delle funzioni di strutturazione in LaTeX

LaTeX non è un semplice programma di videoscrittura.
È un vero e proprio linguaggio.
Un linguaggio progettato per essere articolazioni in strutture documentali di complessità virtualmente infinita.
Per chi voglia avere notizie al riguardo rimando alla pagina del The LaTeX Project.
Con LaTeX si può scrivere di tutto: da una semplice lettera ad una trattato scientifico contenente le più complesse formule matematiche.
Essendo LaTeX, in particolare, un linguaggio di marcatura tutto ciò che occorre fare è imparare ad utilizzare i codici dedicati al sezionamento del testo.
In termini più tecnici: occorre racchiudere le intestazioni dei titoli in tags.
Ad esempio: nel formato <article> occorre utilizzare i marcatori <section>, <subsection>, <subsubsection>.
I titoli di primo livello vanno inseriti nel tag <section>.
I titoli di secondo livello vanno inseriti nel tag <subsection>.
E cosi via.

Frammento di codice in LaTeX

Un frammento di testo strutturato in LaTeX, rispettando lo schema sopra riportato, potrebbe essere come quello che segue, dal quale sono stati eliminati, per semplicità, i contenuti meramente testuali. Per chi voglia provare sul campo la struttura rendo disponibile il sorgente completo.
(...parte preliminare)
\section{FATTO}
\subsection{Premesse allo svolgimento dei fatti}
\subsection{Lo svolgimento specifico}
\subsection{Circostanze sopravvenute dopo lo svolgimento del fatto}
\section{DIRITTO}
\subsection{Normativa sull'argomento}
\subsection{I parametri specifici applicabili}
\subsection{La posizione della giurisprudenza}
\subsubsection{La giurisprudenza prevalente}
\subsubsection{L'orientamento minoritario}
\section{CONCLUSIONI}
\subsection{In via preliminare}
\subsection{Nel merito}
\subsection{In via istruttoria}
\subsection{Produzioni documentali}

Un semplice testo strutturato

Ecco, di seguito, una sintetica bozza di memoria difensiva in materia di lavoro con struttura e indice generato in prima pagina (nomi e luoghi sono liberamente tratti dal romanzo Il Giuoco delle Perle di Vetro di Hermann Hesse):


Immaginate un atto complesso con vari livelli di sezioni e sottosezioni, in fatto e diritto: la leggibilità del testo ne trarrebbe grande giovamento.
La pulizia dell'impaginazione viene, inoltre, assicurata dagli algoritmi interni di LaTeX che ricalcolano in modo totalmente automatico la distanza tra lettere e parole annullando gli spazi inutili ed i ritorni a capo non espressamente voluti.
Sulle caratteristiche di LaTeX sopra accennate rinvio alla lettura di questo mio precedente articolo.

Dal TESTO all'IPERTESTO

La pulizia e chiarezza del testo generato da LaTeX sono, già di per sé, un ottimo risultato.
Ma si può fare di più!
Uno dei vantaggi di LaTeX è che un testo strutturato può essere trasformato immediatamente in un ipertesto in cui ogni livello di struttura, ogni riferimento incrociato, ogni richiamo interno diventa un collegamento.
Inoltre LaTeX, contrariamente ad altre soluzioni, separa di default la visualizzazione su monitor dalla stampa del documento.
La visualizzazione presenta un'evidente sovrimpressione che segnala i collegamenti ipertestuali.
La stampa, invece, è pulita, ovvero non presenta alcuna sovrastruttura in quanto inutile in quello stato.
Un documento in PDF può essere, pertanto, reso simile ad una pagina Internet.
Ovvero: può contenere collegamenti incrociati nel proprio interno, può consentire la navigazione con un click del mouse.
I collegamenti possono puntare sia a capitoli che ai sottocapitoli che ad altre suddivisioni interne degli atti, quali ad esempio i documenti prodotti in calce e richiamati nella narrativa dell'atto.
Avete presente la nota querelle sulle copie di cortesia?
Se l'atto digitale acquistasse un valore aggiunto rispetto a quello cartaceo probabilmente quel noto problema potrebbe ridimensionarsi in modo naturale.
In altri termini: se un atto in digitale potesse essere navigato come se fosse un sito web, è possibile che venga naturalmente preferito alla versione cartacea che deve essere, ovviamente, sfogliata per essere navigata.
Occorre, per correttezza, introdurre una semplificazione a questo punto: occorre ipotizzare che il divieto di elementi attivi vigente nel protocollo del processo civile telematico non sia applicabile ai collegamenti ipertestuali.
Su questo punto mi riservo di tornare in altri articoli ma mi limito, in questa sede, ad anticipare che la definizione contenuta negli artt. 12 e 13 del Provvedimento 16 aprile 2014 - Specifiche tecniche previste dall'art. 34, c1 del d.m. 21 febbraio 2011 n. 44 - non dovrebbero ritenersi applicabili ai collegamenti ipertestuali in cui non vi è alcuna variazione di contenuto dei campi.
Per rendere ipertestuale un testo strutturato in LaTeX è sufficiente inserire, prima dell'elaborazione, la libreria \usepackage{hyperref} e, poi, procedere alla consueta elaborazione del codice sorgente.
Tutto qui!

Frontespizio in versione ipertestuale.

Si nota subito la differenza: intorno ai singoli titoli dell'indice è stato creato un contorno colorato.
Quel contorno è il segnale visivo dell'esistenza di un collegamento ipertestuale.
Il collegamento punta ad altra zona dell'atto: in pratica punta al capitolo di riferimento.
In gergo tecnico questo tipo di collegamento viene definito collegamento incrociato.
LaTeX trasforma, con la libreria sopra menzionata, ogni collegamento incrociato in collegamento ipertestuale.
Un'altra immediata conseguenza è la creazione di punti navigabili nel sommario del visualizzatore del PDF, come risulta dalla immagine a sinistra.

Il contorno colorato presente nei collegamenti incrociati è, come già accennato, un semplice ausilio visuale che non modifica affatto il testo in sè.
In altri termini nel caso in cui il testo ipertestuale venisse stampato non avrebbe il contorno.
Ciò significa che il contenuto dell'atto giudiziario non viene minimamente modificato dalla presenza dei link ipertestuali.
Si pensi alla grande comodità di poter saltare immediatamente ai punti essenziali degli atti senza essere costretti, ogni volta, a scorrere le pagine in avanti o indietro.
Ed è soltanto una minima parte degli enormi vantaggi di questo linguaggio di marcatura applicato alla scrittura.

Per ora saluto i miei lettori e mi riservo di pubblicare altri tutorial in argomento.

Commenti

  1. Ho ricevuto alcune richieste di apertura del file tex allegato all'articolo. Il file è aperto al download pubblico. Deve essere scaricato in locale e , poi, può essere gestito come un qualsiasi file .tex, ovvero aperto con un editor LaTeX e sottoposto ad elaborazione. Essendo già completo può essere immediatamente elaborato così com'è oppure modificato a piacere.

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